Ritratti storici
Due immagini d’epoca dedicate a figure storiche della famiglia.

Zimarino Nicola, Vescovo

Una storia che attraversa secoli, uliveti, memoria familiare e paesaggio.
A ridosso della Masseria, ritrovamenti archeologici hanno restituito tracce di una villa romana legata all’antica Histonium.
Nel Settecento Donato Zimarino acquistò una vasta proprietà lungo la fascia costiera compresa tra Punta Aderci e il fiume Sinello. Da allora il nome Zimarino si è legato indissolubilmente a questa terra.

Dal capostipite Donato Zimarino prende forma una genealogia fatta di terra, studio, fede, professioni e legami familiari.
Una raccolta di ritratti, memorie e testimonianze che restituiscono il volto umano della famiglia Zimarino: figure religiose, generazioni di famiglia, vita in azienda e documenti biografici conservati nell’archivio.
Due immagini d’epoca dedicate a figure storiche della famiglia.


Fotografie familiari che documentano i legami tra nonni, genitori e figlia, nella vita privata e nel contesto dell’azienda.


Una testimonianza della vita in azienda e del legame della famiglia con il lavoro e la terra.

Casalbordino, 20 gennaio 1913 · ingegnere civile · docente a Pavia · ufficiale della Regia Aeronautica

Figlio di Vincenzo Zimarino e di Mucci Enrichetta, nacque a Casalbordino il 20 gennaio 1913. Ingegnere civile, fu docente all’Università di Pavia e svolse la propria carriera nel Genio Civile, operando in varie province della Lombardia.
Il 4 aprile 1934 fu chiamato alle armi e, quale studente universitario del Politecnico di Milano, frequentò i corsi per Allievi Ufficiali di Complemento. Il 12 aprile 1939 fu ammesso, a domanda, come Sergente Allievo Ufficiale di Complemento del G.A.R.I. (Genio Aeronautico – Ruolo Ingegneri), nei reparti tecnici e di progettazione della Regia Aeronautica. Durante il periodo bellico fu Ufficiale della Regia Aeronautica in Libia, addetto alla costruzione di aeroporti.
Fu Sindaco pro tempore di Casalbordino negli anni 1944–1945 su nomina del Comando Alleato. Rinunciò poi alla vita politica dopo aver vinto il concorso nel Genio Civile di Pavia. È stato Vice Presidente dell’Ente Magistrato per il Po.
Il 22 novembre 1945 si unì in matrimonio con Laura Amodeo nella Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio in Pavia dalla quale ebbe due figli nati a Pavia: Liliana (1947 già titolare della TENUTA ZIMARINO MASSERIA DON VINCENZO, con sede in Torre Sinello, Contrada Zimarino Vasto); Attilio (1954).
Testo ricostruito dai documenti fotografici forniti per l’archivio di famiglia.
Casalbordino, 23 giugno 1923 – 28 maggio 1945 · studente di medicina all’Università di Padova


Figlio di Vincenzo Zimarino e Mucci Enrichetta, nacque a Casalbordino il 23 giugno 1923. Celibe, studiava medicina al secondo anno presso l’Università di Padova ed era fratello dell’ingegner Nicola Zimarino. Morì il 28 maggio 1945.
Secondo la memoria di famiglia, la sera del 27 maggio 1945 Attilio si recò con il calesse di famiglia alla casa di campagna in contrada Ponte Sinello, agro di Vasto. Lasciato il calesse nella rimessa e la cavalla nella stalla, proseguì in bicicletta verso casa. Superato l’incrocio Vasto–Gissi, nella prima curva in direzione Casalbordino, fu fermato da una pattuglia di soldati inglesi dell’8ª Armata Alleata. Uno dei soldati avrebbe tentato di sottrargli la bicicletta; alla sua resistenza Attilio fu aggredito e percosso a sangue.
Lasciato agonizzante per tutta la notte, fu raccolto il mattino seguente da soldati italiani di passaggio e trasportato all’ospedale di Vasto, ma era ormai troppo tardi. La bicicletta, ricordata come assurda causa della tragedia, fu ritrovata solo alcuni giorni dopo. La vicenda segnò profondamente la famiglia Zimarino.
L’inchiesta aperta all’epoca non giunse a individuare un responsabile. La testimonianza familiare ricorda però che, negli anni successivi, emerse anche il nome di un possibile autore dell’omicidio. Di fronte a una proposta di indennizzo economico, il padre di Attilio la respinse con fermezza: la famiglia non chiedeva denaro, ma giustizia.
Testo ricostruito dai documenti fotografici e dalla memoria familiare conservata nell’archivio.

Il terreno, il vento, la luce dell’Adriatico, la vicinanza a Punta Aderci e le varietà coltivate disegnano un paesaggio agricolo unico.
Qui il verde argenteo degli ulivi incontra il blu del mare. Mirto, rosmarino selvatico, ginestre, vigne e boschi compongono un ambiente che non fa solo da sfondo all’olio: ne è parte integrante.
Tra gli ulivi Liliana Zimarino non era soltanto di casa: era parte di questo paesaggio. Dal 1975, insieme al marito Nicola Tieri, ha custodito la tenuta con dedizione, proseguendo la storia familiare e ampliando le coltivazioni olivicole.
In questi alberi vive ancora il segno della sua presenza: il lavoro quotidiano, la cura paziente e il legame profondo con la terra. Nel 2024 è tornata alla Casa del Signore, lasciando un’eredità fatta di memoria, radici e gratitudine.
“Le radici non trattengono. Nutrono.”

Un paesaggio vivo, custodito nel tempo: ulivi, radici, frutti e pratiche agricole che nutrono naturalmente la terra.
L’uliveto è parte viva della storia familiare. I filari, i tronchi segnati dal tempo, le chiome argentee e la luce dell’Adriatico raccontano una presenza quotidiana fatta di cura, continuità e rispetto della terra.
Gli ulivi si aprono verso la costa, in un paesaggio modellato dalla luce, dal vento e dalla vicinanza del mare. Ogni stagione modifica i colori del terreno e delle chiome, ma conserva intatta l’identità agricola della Tenuta.





Durante l’inverno, tra i filari vengono seminati sulla ed essenze leguminose come il favino. In primavera il terreno si ricopre di verde e di fiori, tra cui i papaveri rossi che accendono il paesaggio.
Queste colture non hanno soltanto un valore estetico: contribuiscono alla fertilità del suolo e, una volta sfalciate e restituite alla terra, apportano sostanza organica utile al nutrimento degli ulivi.



Nel corso della stagione il frutto cambia colore e consistenza: dal verde iniziale alle tonalità rosate, violacee e scure della maturazione. Ogni ramo racconta il passaggio lento che conduce alla raccolta e alla produzione dell’olio.




Cavità, nodi, radici e pieghe rendono ogni albero diverso. Sono forme scolpite dagli anni, dal vento e dalla cura: una memoria che si può osservare e toccare.





Ogni raccolto nasce dalla cura dell’uliveto e si compie nel frantoio, dove le olive diventano olio nuovo: luminoso, fragrante e profondamente legato alla stagione.
Una sintesi visiva del percorso: il lavoro tra gli alberi, le olive appena raccolte, l’estrazione e l’olio sulla tavola.

Le reti vengono distese sotto le chiome e la raccolta viene condotta con attrezzature che permettono di lavorare con rapidità e attenzione, riducendo il tempo tra il distacco del frutto e la molitura.

Le olive, verdi e invaiate, vengono raccolte in contenitori aerati e preparate per il trasferimento al frantoio. Foglie e colori raccontano la varietà e il momento della stagione.

La lavorazione delle olive accompagna il passaggio dal frutto appena raccolto all’olio, cercando di preservarne profumi, freschezza e identità.
L’olio che emerge dalla centrifuga ha un colore verde intenso e una consistenza viva. È il momento in cui il lavoro dell’intero anno diventa visibile.




L’olio trova compimento nell’uso quotidiano: sul pane, sui piatti e nelle preparazioni che ne lasciano emergere il profumo e il carattere.






Solo attestati e diplomi di concorso. Ogni scheda corrisponde a un riconoscimento distinto; non sono presenti articoli di giornale o copie alternative dello stesso documento.
“Per Liliana”, monovarietale Ascolana Tenera · categoria Fruttato Leggero.
“Don Vincenzo” · categoria DOP / IGP.
Concorso internazionale di Verona · olio extravergine fruttato leggero.
Concorso internazionale di Verona · olio extravergine fruttato leggero.
“Don Vincenzo” DOP Colline Teatine Vastese.
“Per Liliana”, monovarietale Ascolana Tenera.
“Costa dei Trabocchi”, monovarietale Gentile di Chieti.
“Don Vincenzo”.
“Costa dei Trabocchi”, monovarietale Gentile di Chieti.
“Per Liliana”.
“Per Liliana”, monovarietale Ascolana Tenera.
2° classificato nella categoria Monovarietale.
Guide gastronomiche, selezioni editoriali e valutazioni di settore. Non contiene certificati di concorso né articoli della rassegna stampa.
Selezione degli oli della Tenuta
Monovarietale Gentile di Chieti — Costa dei Trabocchi
Riconoscimento e presenza in guida
“Per Liliana” tra gli oli selezionati a livello internazionale
Costa dei Trabocchi — Gentile di Chieti
Olio monovarietale di Leccino “Don Nicola”
Scheda di guida e valutazione degli oli della Tenuta.
Questa sezione contiene soltanto pagine giornalistiche, interviste e servizi editoriali. Gli attestati dei concorsi sono raccolti esclusivamente nella sezione “Premi e concorsi”.
“Olio, la Tenuta Zimarino vince a Sorrento”.
“Zimarino: il territorio dà la qualità”.
“Vocazione agricola”: approfondimento sull’azienda e sulla produzione.
“Qualità pluripremiata”: pagina editoriale dedicata alla Tenuta.
Servizio sul Salone dell’Olio e sulla presenza della Tenuta.
“Futuro e tradizione sulle colline vastesi”.
Nel 2013 olive e campioni di olio monovarietale Gentile di Chieti provenienti dalla Masseria Don Vincenzo di Vasto furono utilizzati in uno studio pubblicato sul Journal of Agricultural and Food Chemistry. Gli autori ringraziano espressamente il signor Tieri e la Masseria Don Vincenzo per la fornitura dei frutti e dei campioni di olio.
La presenza in questo lavoro viene presentata come collaborazione e fornitura di campioni alla ricerca scientifica, non come premio o certificazione organolettica.